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Scheda tecnica per
( L'IMPIALLACCIATURA )
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L'intarsio
Rivestimento della superfice esterna di un mobile in legname comune con fogli sottili, detti piallacci, di spessore da 0,5 a 5 mm circa, di un legname più pregiato. (Se lo spessore è maggiore l'operazione si chiama placcatura.) L'impiallacciatura, molto usata in ebanisteria, viene eseguita con quercia, noce, mogano, tek, ciliegio, ebano, palissandro e altri legni pregiati. Perché l'operazione riesca occorre preventivamente rendere scabra la superfice sottostante; poi si stende la colla, manualmente o a macchina, si riscalda contemporaneamente sia il piallaccio, sia la tavola, indi si ottiene l'adesione delle due parti o a mano, mediante apposito martello, o meccanicamente, mediante presse o calandre.





Messer...?
Carlo Rossi
... l'essenza della seconda dimensione ...
Avete presente quei cavalieri raffigurati in alcune illustrazioni che si trovano in vecchi e pesanti libri polverosi, abbandonati sui banconi di antiche ed introvabili librerie, ubicate in stretti vicoli dei centri storici di una delle nostre città d'arte ?
Voglio dire, tutti noi riteniamo che tali illustrazioni ritraggano appunto antichi cavalieri, che ai nostri tempi non esistono più… e invece ci sbagliamo e di grosso, perché uno di quegli antichi cavalieri è con noi ora, ai giorni nostri… tranquilli, non si tratta di un fantasma o almeno spero ! lui c'è, esiste e si può vedere e toccare… il suo nome?
Carlo Rossi . . .…Messer Carlo Rossi . . .
Agli amici permette di chiamarlo semplicemente Maestro!
Io sono tra quei fortunati, e a me è concesso di chiamarlo semplicemente Maestro.
Certo che guardando la sua immagine ritratta sul trono, c'è poco da stare allegri, altro che persona reale e tangibile, sembra proprio l'apparizione di Federico Barbarossa.
Lui che di "rosso" avrebbe solo il cognome in questa foto, sfoggia anche gli occhi di quel colore: che strano, io lo conosco da più di venti anni e avrei giurato che li avesse azzurri… ma che succede, non sarà davvero un……
Maria Giovanna Bellina





Pirografia su legno
(dimensione dell'opera cm. 80x142)
San Sebastiano
(omaggio a Guido Reni)
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La pirografia (dal greco pyr=fuoco e grafo=disegno) è molto antica. Si lavora usato un apposito attrezzo (Pirografo), effettuando delle bruciature su legno, e altri materiali di cui: il cuoio, sughero e con una apposita punta, anche il polistirolo. Il lavoro si effettua mediante un apposito strumento come una penna con la punta rovente. Il Pirografo è composto da un trasformatore a 12volt e diverse punte per ottenere effetti diversi. L'efficacia valenza, dipende dalle capacità e l'utilità che si fa dell'attrezzo. Più si da pressione in fase della lavorazione, e più scuro diventa il segno tracciato, fino a farlo diventare nero bruciato.
Esistono varie punte per incidere il legno, come esistono vari modelli di Pirografo.
Se si ha l'esigenza di ottenere della buona qualità e utilità professionale, è sempre meglio sceglierne uno professionale, dotato di una serie di punte assortite.
Esistono vari tipi di legni per lavorare per creare una pirografia su legno di cui: Frassino, Pioppo (multistrati), Tiglio, Acero. Questi sono alcuni dei legni più indicati per la Pirografia, ottenendo un buon risultato.
Pirografia su legno (Omaggio a Caravaggio) dimensione dell'opera 142x80