Menu principale:













Scheda tecnica per
( L'IMPIALLACCIATURA )
******
L'intarsio
Rivestimento della superfice esterna di un mobile in legname comune con fogli sottili, detti piallacci, di spessore da 0,5 a 5 mm circa, di un legname più pregiato. (Se lo spessore è maggiore l'operazione si chiama placcatura.) L'impiallacciatura, molto usata in ebanisteria, viene eseguita con quercia, noce, mogano, tek, ciliegio, ebano, palissandro e altri legni pregiati. Perché l'operazione riesca occorre preventivamente rendere scabra la superfice sottostante; poi si stende la colla, manualmente o a macchina, si riscalda contemporaneamente sia il piallaccio, sia la tavola, indi si ottiene l'adesione delle due parti o a mano, mediante apposito martello, o meccanicamente, mediante presse o calandre.





Messer...?
Carlo Rossi
... l'essenza della seconda dimensione ...
Avete presente quei cavalieri raffigurati in alcune illustrazioni che si trovano in vecchi e pesanti libri polverosi, abbandonati sui banconi di antiche ed introvabili librerie, ubicate in stretti vicoli dei centri storici di una delle nostre città d'arte ?
Voglio dire, tutti noi riteniamo che tali illustrazioni ritraggano appunto antichi cavalieri, che ai nostri tempi non esistono più… e invece ci sbagliamo e di grosso, perché uno di quegli antichi cavalieri è con noi ora, ai giorni nostri… tranquilli, non si tratta di un fantasma o almeno spero ! lui c'è, esiste e si può vedere e toccare… il suo nome?
Carlo Rossi . . .…Messer Carlo Rossi . . .
Agli amici permette di chiamarlo semplicemente Maestro!
Io sono tra quei fortunati, e a me è concesso di chiamarlo semplicemente Maestro.
Certo che guardando la sua immagine ritratta sul trono, c'è poco da stare allegri, altro che persona reale e tangibile, sembra proprio l'apparizione di Federico Barbarossa.
Lui che di "rosso" avrebbe solo il cognome in questa foto, sfoggia anche gli occhi di quel colore: che strano, io lo conosco da più di venti anni e avrei giurato che li avesse azzurri… ma che succede, non sarà davvero un……
Maria Giovanna Bellina





Pirografia su legno
(dimensione dell'opera cm. 80x142)
San Sebastiano
(omaggio a Guido Reni)
******
La pirografia (dal greco pyr=fuoco e grafo=disegno) è molto antica. Si lavora usato un apposito attrezzo (Pirografo), effettuando delle bruciature su legno, e altri materiali di cui: il cuoio, sughero e con una apposita punta, anche il polistirolo. Il lavoro si effettua mediante un apposito strumento come una penna con la punta rovente. Il Pirografo è composto da un trasformatore a 12volt e diverse punte per ottenere effetti diversi. L'efficacia valenza, dipende dalle capacità e l'utilità che si fa dell'attrezzo. Più si da pressione in fase della lavorazione, e più scuro diventa il segno tracciato, fino a farlo diventare nero bruciato.
Esistono varie punte per incidere il legno, come esistono vari modelli di Pirografo.
Se si ha l'esigenza di ottenere della buona qualità e utilità professionale, è sempre meglio sceglierne uno professionale, dotato di una serie di punte assortite.
Esistono vari tipi di legni per lavorare per creare una pirografia su legno di cui: Frassino, Pioppo (multistrati), Tiglio, Acero. Questi sono alcuni dei legni più indicati per la Pirografia, ottenendo un buon risultato.
Pirografia su legno (Omaggio a Caravaggio) dimensione dell'opera 142x80
MERAVIGLIOSO
ESSERE disceso dal cielo,
tra fiori e distese infinite...
Improvvisamente a raffiorar l'ANIMA,
e destar da sogni bui
attimi di felicità...sopiti.
Dolce angelo,
Cavalier d'una dimension lontana
a risvegliar l'ANIMA,
Grintoso RE...
Re amar la sua regina
e perdersi in sublimia
ed estasi egual!!!
Per te, Carlo...
LEONETTI ROSSELLA
29 Settembre 2010
OMAGGIO A
GIUSEPPE SANMARTINO
Questo lavoro è dedicato a questo grande scultore uno dei migliori al mondo.
…chi è Giuseppe Sanmartino ?...
Giuseppe Sanmartino è l'autore del gioiello nascosto nel cuore di Napoli, il Cristo velato, scultura marmorea realizzata nel 1753 e conservata nella Cappella Sansevero, sbalordisce per finezza ed eleganza. Lo scultore partenopeo, incaricato dal principe Raimondo di Sangro di realizzare una "statua di Nostro Signore morto al naturale steso su d'un materasso" raggiunge la perfezione stilistica scolpendo il corpo di Cristo coperto dalla sindone. Un velo così trasparente e delicato, in grado di mostrare il corpo fin nei minimi particolari: le palpebre chiuse, la bocca, il naso, le ferite nel costato, le dita ossute delle mani e dei piedi. Lo straordinario realismo del velo, unito alla fama di alchimista del principe Raimondo, ha fatto fiorire nel corso dei secoli una magica leggenda circa la sua origine: non sarebbe stato il Sanmartino a scolpire il velo bensì il principe Raimondo che avrebbe posto una sindone di tela e, lavorandola con procedimenti alchemici segreti, l'avrebbe resa simile in tutto e per tutto al marmo. Ipotesi affascinante, che farebbe però torto alla grande maestria dell'artista. Il Sanmartino difatti riesce a imprimere al sudario un movimento e una drammaticità molto distanti dai canoni artistici tradizionali, impreziosendo la scultura con tocchi barocchi come il bordo minuziosamente ricamato della sindone.
Una curiosità.
Il Canova, grandissimo scultore del 1800, la definisce "Opera immensa, seconda, forse, soltanto alla Pietà del Michelangelo" ed afferma che sarebbe disposto a rinunciare anche a dieci anni della sua vita pur di essere l'autore di un tale capolavoro.
Mi sono avvicinato in punta di piedi a questo grande artista, per me, il migliore scultore al mondo in assoluto, ispirandomi alla sua opera dagli effetti strabilianti, ha dato modo ai miei stimoli di dedicargli questo mio lavoro, realizzato con la tecnica della PIROGRAFIA , per la prima volta unico in Italia a omaggiare questo grande scultore, con una tecnica complessa e difficile.